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Consigliere IVASS: Verso una nuova cultura assicurativa

Il Consigliere IVASS, Riccardo Cesari, è intervenuto al convegno dedicato al New Insurance: “Re-imaging Insurance. Verso un ecosistema resiliente”.

Il convegno ha messo a fuoco le nuove possibilità di mercato nel settore assicurativo, nuovi rischi, nuovi prodotti, nuovi modelli di distribuzione.

Consigliere IVASS: Verso una nuova cultura assicurativa

Siamo in una fase di cambiamento, nota già da tempo, ma che l’attuale situazione economica e sanitaria ha accelerato.

Da un lato è venuta in primo piano, in Italia, la sottoassicurazione delle famiglie e delle imprese nel ramo Danni, riflesso, probabilmente, di una cultura attenta alla vita ma non alle cose e alla proprietà, sia essa pubblica o privata. Il rapporto Premi Danni / PIL nel 2018 e nel 2019 non raggiungeva la metà della media internazionale ed inoltre era in calo tendenziale dal 2.5% del 2006.

Dall’altro lato si è manifestata concretamente l’arretratezza del nostro Paese sulla strada della digitalizzazione, considerato che, nei confronti internazionali, siamo di gran lunga sotto la media e, per alcuni aspetti come il capitale umano e gli skill ICT, addirittura ultimi in Europa.

In questa prospettiva, sottolinea il consigliere IVASS Cesari, c’è possibilità di raddoppiare il business nel settore Danni, qualcosa come 40 miliardi di euro anni, e che la strada della digitalizzazione può essere la strada per raggiungere questo obiettivo.

I nuovi prodotti innovativi del settore assicurativo

Il Consigliere IVASS, quindi, elenca tutta quella gamma di prodotti che, in base al loro osservatorio, stanno innovando il settore assicurativo:

  • L’area mobilità, che prevede soluzioni anche per le nuove forme di trasporto, con coperture flessibili nel tempo, nello spazio e nelle modalità di viaggio, incluse le varie forme di sharing e di trasporto su mezzi pubblici;
  • L’area salute, che affianca alle tradizionali coperture infortuni e malattia anche forme nuove con strumenti digitali di prevenzione e di interazione col cliente (chatbots etc.) e forme di assistenza domiciliare (medici, fisioterapisti, infermieri, badanti, baby e pet-sitter, consegne a domicilio di farmaci e generi alimentari);
  • L’area casa, che vede ampliamenti delle coperture fino a includere le catastrofi naturali (terremoto, alluvione) e i problemi di inagibilità;
  • L’area cyber, in crescita con la diffusione del lavoro agile (smart working) e con l’incremento esponenziale dei rischi informatici sotto i due profili del cybercrime e del rischio operativo. La gestione via internet di dati sensibili richiede, in particolare, la doppia copertura sia dal rischio attivo di violazione della privacy (GDPR) sia dal rischio passivo di danni per furto d’identità, reputazione e immagine aziendale. Le coperture proposte includono a volte anche i servizi di tutela digitale e di ingegneria reputazionale, che consentono di eliminare o deindicizzare i contenuti ritenuti lesivi e diffamatori;
  • L’area PMI, per effetto di una crescente consapevolezza di queste imprese verso l’esposizione ai rischi, inclusi i rischi da danni ambientali e l’assistenza ai clienti. Da notare che a seguito del Superbonus 110% per la riqualificazione energetica e sismica degli edifici, alcune compagnie si sono attivate per l’acquisizione del credito d’imposta generato dall’intervento.

Per quanto riguarda il settore Ramo Vita, invece, la gestione assicurativa è da tempo sottoposta a un forte stress per il protrarsi da alcuni anni di un regime di ultra-bassi tassi d’interesse, per l’Italia di poco sopra lo 0 persino sulla scadenza a 10 anni.

Le imprese stanno reagendo riducendo le tradizionali polizze garantite rivalutabili a gestione separata (Ramo I) e incrementando le polizze “multiramo” o miste che combinano una posizione di Ramo I con una di Ramo III (Unit linked), priva di garanzia e con rischio finanziario in carico al cliente.

Non ha visto particolare diffusione, conferma il Consigliere IVASS, il Ramo I che, dopo l’innovazione regolamentare rappresentata dal Fondo Utili, può essere gestito con maggiore flessibilità, consentendo alle plusvalenze realizzate di essere distribuite nel tempo su un arco di 8 anni.

In forte crescita, invece, la tematica ESG-Environmental, Social, Governance degli investimenti socialmente responsabili, vale a dire di quegli investimenti capaci di conciliare performance finanziaria e sostenibilità ambientale, rendimenti e finanziamento delle imprese rispettose dell’ambiente.

Le innovazioni di processo nella distribuzione

Con la Direttiva IDD (Insurance Distribution Directive, n. 97/2016) e la connessa disciplina POG-Product Oversight and Governance, i processi di creazione e distribuzione di un prodotto assicurativo hanno acquisito una fisionomia “circolare” caratterizzata da una compenetrazione di responsabilità e di ruoli dall’impresa all’intermediario e viceversa lungo tutta la filiera: dall’ideazione del prodotto alla distribuzione e al monitoraggio post vendita finalizzato a verificare che nel tempo il prodotto continui ad incontrare le esigenze del target market per cui è stato ideato.

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Le verifiche che l’IVASS sta conducendo portano, in qualche caso, a riscontrare:

  • prodotti Vita con costi elevati che riducono la profittabilità per il cliente o la parte di premio effettivamente destinata alla copertura dei rischi;
  • prodotti Vita che diventano profittevoli per il cliente solo su scenari di rendimento irrealistici o su orizzonti di investimento particolarmente lunghi;
  • prodotti Danni con numerose clausole di limitazione o esclusione della copertura. Tali clausole e franchigie devono essere attentamente valutate per assicurare che il prodotto abbia un effettivo “value for money” e risponda alle reali esigenze di copertura del cliente. In generale vanno evitate clausole che possono portare a controversie con l’assicurato per esclusioni della garanzia non facilmente provabili e dimostrabili.

Anche in questa prospettiva, la digitalizzazione può rappresentare una soluzione per far combaciare domanda e offerta di protezione.

Cesari conclude così:

“In prospettiva, se oggi meno di un terzo della domanda di coperture è di tipo digitale, nell’arco di un decennio, sull’onda delle generazioni native-digitali, tale livello è previsto salire sopra l’80%. Chiaramente, l’offerta tradizionale non può farsi trovare impreparata, pena il rischio di una sensibile contrazione della propria quota di mercato.”

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